COMPOSITI DENTALI

COSA SONO:

Un materiale composito è un materiale costituito da due o più materiali costituenti, con proprietà fisiche o chimiche significativamente diverse che, combinate, producono un materiale con caratteristiche diverse dai singoli componenti.
I singoli componenti rimangono separati e distinti all’interno della struttura finita.
Per questo motivo devono essere perfettamente distribuiti nella massa da trattare.
Per l’utilizzo dentale, si deve tenere conto di almeno alcuni principi basilari:
– Lo stabilizzante reagente che catalizza l’indurimento delle masse, è la luce UV.
– La reazione chimico-fisica che avviene, è “esotermica” e NON deve superare i 72°C., diversamente la
catena polimerica non si chiude e determinerà rotture e micro-cricche.
– l’innalzamento della temperatura durante la reazione esotermica è proporzionale alla differenza fra la
temperatura di partenza (1) e la sua specifica ed ottimale temperatura di polimerizzazione (2) .
Convenzionalmente indicata a 47- 48°C.
(1) temperatura delle siringhe che dovrebbero essere conservate in frigorifero…
(2) non esattamente conosciuta, né facilmente determinabile, e comunque variabile da marca marca.

PRECAUZIONI D’USO:

Chi usa compositi conosce molto bene le condizioni per avere le migliori performance, pertanto, non può
dimenticare le esigenze richieste per l’uso di questi materiali.
Chi sa di dover schiacciare, spatolare e posizionare i compositi, sa che deve avere la giusta fluidità.
Fluidità che può ottenere solo con la corretta temperatura, nelle migliori condizioni e senza errori.
Prestare pertanto molta attenzione alle varie ed improprie condizioni di lavoro da evitare:
– riscaldare le siringhe sdraiate NON in posizione verticale o inclinate,
– riscaldare molte volte la stessa siringa,
– riscaldare contemporaneamente molte siringhe per molto tempo, lasciandole poi raffreddare la notte
e ritornare successivamente a riscaldarle ancora.
– In questo modo, in posizione concettualmente errata, i componenti più pesanti depositano in basso e quelli
più leggeri rimangono nelle parte superiore delle siringhe.
Quindi ogni migliore fluidificazione dei compositi, erroneamente e ripetutamente eseguita, determina uno
scadimento della qualità ed una distribuzione non omogenea dei componenti dei compositi all’interno dei
lavori successivi.
In altri termini non è solo un problema di fluidificazione che, si supera con il riscaldamento, purché sia
propriamente eseguito.
Diversamente, saranno maggiori i danni provocati alle performance strutturali ed estetiche del composito.

POLIMERIZZAZIONE:

La polimerizzazione di questi compositi si effettua con una luce UV di ben determinate lunghezze d’onda, ed ogni tipo di composito reagisce in modo efficace con una corretta frequenza che non e’ sempre la stessa del prodotto concorrente.
Solitamente l’opaco puo’ risultare di piu’ difficile polimerizzazione, si raccomanda come tuttavia anche negli altri casi di stendere strati sottili, quindi eseguire una prepolimerizzazione ad ogni strato e una cottura finale di 5-6 minuti.
Durante il ciclo di cottura finale e’ importante che le temperature non superino i 45/50 °C per non creare tensioni superficiali che quasi certamente finirebbero col fessurare gli strati applicati.
Il nostro forno UV FMP PLUS a tal proposito utilizza una luce led intermittente che permette un buon grado di penetrazione dei raggi UV senza surriscaldare il materiale.